|
Chatwin, raggiunto poi dalla moglie Elizabeth,
attraversò parte del paese, affascinato dagli usi e dai costumi
locali e particolarmente colpito dal tesoro di Fullol,
conservato al museo di Kabul e sconosciuto all'Occidente.
Il
viaggio rappresentò sopratutto la "scoperta" di una
nuova visione dell'esistenza che lo portò a decidere di
intraprendere seriamente la professione di scrittore, mantenendo
viva e forte la voglia di percorrere le strade del mondo.
Gli
attestati di stima non sono mai mancati a Chatwin né prima né
dopo la morte. Continuare ad analizzare la sua opera è un modo
per valorizzarne la figura di letterato e viaggiatore, che in
questo caso si mescola con quella di antropologo illuminato e di
archeologo attento. |