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sta
lavorando senza pietà e inforndendo nel narratore un
senso di colpa e di tradimento, indissolubilmente
legato a una figura di donna.
Cavatina
è un racconto in cui quattro motivi - Torino, la
donna, la musica e il tempo - s'intrecciano e si
fondono tanto da diventare indistinguibili, mentre su
tutto si insinua l'idea del limite. Simeone
descrive le vie, le piazze, i portici, i muri, le
scritte sui muri, i negozi e le persone con estrema
precisione, riuscendo però a conservare in ogni
presenza descritta l'anonimato della figura mentale.
I
movimenti della storia che si ricompone a poco a poco
secondo gli impulsi della memoria sono portati alla
mente e sulla pagina dai movimenti della musica che
l'uomo ascolta per l'intera durata del libro. E questa
storia è l'autoritratto di un'anima che si compie, si
conclude, dalla fascinazione all'amore, dall'idolatria
alla lucidità.
La
complessità del romanzo, la cupa tensione emotiva che
lo pervade esplodono, come avviene nella musica, in
momenti luminosi: è come se le parole trascrivessero
e razionalizzassero quelle emozioni che solo i suoni
hanno saputo far emergere. |