Home > Terzaet@ News > Svago & Divertimenti > Libri > Archivio: lettera C > Colla

 

 

Colla

(di Chiara Gamberale - Marsilio 2001)

 

 

Edimburgo, 1970: Terry Lawson, Carl Ewart, Billy Birrell e Andrew Galloway sono bambini e vivono nello stesso squallido sobborgo di Edimburgo quando si conoscono sui banchi di scuola. 1980: dieci anni dopo ritroviamo i quattro ormai adolescenti nello stesso miserabile scenario mentre, marinando la scuola superiore e assumendo

 

droghe di ogni genere, scorrazzano per il quartiere e si rendono protagonisti di piccoli episodi di normale violenza metropolitana: sbornie violente, scontri tra hooligans, vandalismi, scorribande notturne e le prime goffe e rabbiose esperienze di sesso. 1990: gli amici sono ormai cresciuti ma non per questo hanno rinunciato alle cattive abitudini; e per prendersi una vacanza alcolica, tossica e scopereccia partono per una rimpatriata alla grande con destinazione Oktoberfest, Monaco. Infine, all'alba del nuovo secolo ritroviamo i quattro vecchi amici ormai lontani, idealmente e fisicamente distanti l'uno dall'altro.

 

Carl, DJ di successo, è da qualche parte in Australia, così fatto che non sa neppure lui dove esattamente. Terry, la macchina del sesso di un tempo, è irriconoscibile tanto è gonfio, grasso e calvo. Billy, appesi i guantoni, ha aperto un club e si dà arie da businessman. E Andy non c'è proprio più: si è ucciso una sera gettandosi da un ponte. Proprio quando il vincolo di un'amicizia saldissima sembra ormai spezzato per sempre, una telefonata, quella che richiama Carl a Edimburgo al capezzale del padre moribondo, agisce da irresistibile collante e li fa rincontrare per una resa dei conti inevitabile e, a suo modo, catartica.

 

Romanzo corale di una straordinaria vivacità linguistica in cui lo humour più velenoso si mescola all'esplosione della rabbia e a una serpeggiante tristezza, Colla ferma con un flash violento e impietoso il fotogramma più allucinato dei quattro decenni durante i quali si snoda la storia di un'amicizia, in un mondo inesorabilmente ai margini.

 

A colpire il lettore è sempre quel cinismo un pò paradossale e molto ironico con cui Welsh descrive questo universo di giovani del sottoproletariato urbano molto più che borderline. E come in altri suoi romanzi anche qui lo scrittore inglese ci racconta come alcuni di loro possano uscire da questo vortice e riprendere una strada "normale".

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati