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Cancella infatti le
specificità delle realtà locali e nazionali, provoca
un sviluppo economico più finanziario che
industriale, comporta deregolamentazione e condizioni
fiscali vantaggiose per le grandi corporation,
flessibilità nella gestione della forza lavoro,
diminuzione dei salari reali, licenziamenti,
disoccupazione, minimizzazione di costi sociali e
ambientali.
Suddiviso in capitoletti, dotati di titoli
espliciti e chiari, il volume, frutto della
collaborazione di uno storico e di un sindacalista,
offre nella prima parte uno spaccato, ricco di dati e
notizie recenti, del mondo globalizzato.
Dal quinto
capitolo invece l’attenzione è puntata sulla
"Resistenza globale": movimenti agili, poco
strutturati, locali o sovranazionali, sono sorti,
quasi spontaneamente, e operano a livello
transnazionale in varie direzioni utilizzando quella
che viene definita "strategia lillipuziana"
collegando locale con globale, Nord con Sud del mondo,
e questioni economiche con la democratizzazione.
Il
volume è completato da una ricca bibliografia non
solo di libri, ma di articoli e documenti
sull’argomento, di video e film, di organizzazioni
che si muovono su questo terreno e infine di siti web.
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