|
esperienze narrate in
questo saggio, lo è ancora oggi. Iaia
Caputo ne fa un quadro interessante e profondo,
attraverso la voce e l'esperienza di personaggi tratti
dalla storia, ma anche di donne anonime e
"quotidiane". Da una conversazione di una
sera estiva trae origine questo libro nel quale si
alternano monologo interiore e un lucido tesissimo
ragionamento sul destino dell'amore nella vita delle
donne.
Continuamente sfidando gli stereotipi in
agguato, l'autrice interroga miti e archetipi,
maschere e immagini che hanno reso l'impervio
territorio dei sentimenti il luogo dove uomini e donne
si incontrano e si perdono, si confondono e si
fronteggiano ma, soprattutto, dove ancora misurano
irredimibili differenze.
E l'originalità di questo
libro sta proprio nel modo in cui affronta e risolve
il franoso tema della diversità. Perché, ai limiti
del paradosso, sostiene che, seppure quella
"intelligenza dell'amore" è quanto alle
donne resta di una millenaria tradizione di apartheid
e di esclusione, è tuttavia una ricchezza, un sapere,
un pensiero da conservare e custodire. Per non perdere
sé stesse. Per non diventare uguali agli uomini.
|