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Diario di una donna che ha tradito

(di Simona Izzo - Avagliano 2001)

 

 

Laura, trentacinque anni, due figli e un marito che finora ha creduto di amare, incontra un uomo che le fa perdere la testa ma si dimostra refrattario a perderla per lei: Lorenzo, nel quale lei riconosce una malattia segreta, un disagio fisico e psichico a volte dichiarato e a volte sommerso, un dolore di cui la donna si fa carico forse per riuscire a sanarlo e a condividerlo.

 

Lui ha due figli come lei, dieci anni più di lei, una moglie provvida e devota, un talento nevrotico. è un professore di filosofia che ha scritto un libro e Laura è chiamata a giudicarlo. Lei è un editor di una casa editrice, una donna che può decidere il destino degli altri, ma non il proprio. Il diario di Laura è la deposizione di una donna che ha tradito soprattutto se stessa.

 

Una storia che potrebbe rientrare nel genere rosa, ma che tenta di allargare la sua visuale a un'analisi di costume di maggiore respiro. I rapporti tra uomo e donna, le relazioni sentimentali, le passioni e gli equilibri tra i sessi quanto sono cambiati negli ultimi anni?

 

È un tema ricorrente anche nelle sceneggiature e nei film di Simona Izzo, che si rivelano più incisivi della pagina scritta, più efficaci (meno disseminati di ovvie considerazioni) volendo fotografare una situazione esemplare.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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