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Può discendere veramente
agli inferi, fare carriera alla rovescia: scendendo.
Questo gli hanno promesso le potenze infernali,
apparse nella sua stanza. Learco ha la possibilità
dunque di scatenarsi senza alcun freno, verso chiunque
gli capiti a tiro, esercitando il suo potere diabolico
di dividere, disordinare, imbrogliare, calunniare.
Un
ritmo narrativo particolare, intenso, avvolte
travolgente e talora più stanco, ma sempre poetico
con giochi di parole, trascrizioni letterali di un
"parlato" non usuale e domande serrate. Non
ci sono fatti straordinari nelle pagine di Diavoli.
C'è la voce del protagonista e quella dei suoi
interlocutori, c'è il pensiero e l'esperienza
quotidiana, ci sono i sentimenti, molti dei quali
negativi. Perché Learco è incaricato da Satana di
creare dissapori, calunniare e dare origine al caos.
Un caos che si evidenzia nella narrazione, volutamente
eccessiva, "indiavolata".
Il
lavoro di Paolo Nori non sempre è lineare, ma è
senza dubbio originale, diverso e nuovo. I critici gli
imputano una certa ripetitività romanzo dopo romanzo.
È comunque interessante leggerne almeno uno per
capire quale strada sta percorrendo un autore che non
si è adagiato sulla tradizione narrativa, ma ha
voluto sperimentare nuovi percorsi. |