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La scena si sposta in Massachusetts: là il
figlio di Aruna osserva, pieno d'incredula nostalgia,
la sconcertante vita della famiglia Patton dove gli
uomini si abbuffano di carne e le donne sono tutte
anoressiche. A confronto due diversi mondi: il cuore
compatto e soffocante di una famiglia indiana e la
gelida, indifferente libertà di un nucleo familiare
americano.
Può
risultare quasi esasperante questo romanzo della Desai.
Presenta una situazione arcaica, in cui la donna non
ha potere decisionale, è sottoposta ai voleri del
padre, deve sottomettersi al marito, costituisce per
la famiglia un peso più che una gioia. Una donna che
non deve necessariamente studiare, anzi che è meglio
che non lo faccia se questo comporta eccessivi
spostamenti o la frequentazione di ambienti differenti
da quelli di origine per cultura e religione.
Centro
della famiglia, sole attorno al quale ruotano tutti i
parenti, è il padre. È necessario piegarsi al suo
volere, seguire le sue decisioni, anche quando
riguardano sfere intime dell'esistenza come la scelta
di un marito, la possibilità di frequentare un'amica
o di studiare in un'altra città.
Per la mentalità
occidentale è difficile comprendere questo
atteggiamento, così come è difficile capire come
generazioni e generazioni di donne possano tramandare
con convincimento una visione così intensamente
maschilista e patriarcale della vita. Ma, superato
l'impatto forte di questa cultura, l'autrice
accompagna il lettore sull'altra sponda dell'oceano,
dove, malgrado la presunta libertà, la situazione è
paradossalmente simile. |