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In questo giro Domenico Bois (che quando
sorride assomiglia un pò a Paul Newman) è tollerato,
quasi rispettato, quasi amato. Proprio lui: un essere
periferico della metropoli, un piccolo sabotatore del
sistema normale di vita, sovrastato ormai dall'iguana
degli impasticcati, un'iguana secca, lenta, ma
mortale.
Marco Drago racconta la sua storia
all'interno di un mondo pieno di contrasti. Dalla
Liguria al Piemonte, dalla realtà privilegiata,
razionale e superficiale dei ricchi borghesi
"d'età", a quello sballato e privo di
certezze dei giovani, in cui "si drogano tutti,
ci droghiamo tutti, chi più chi meno" e in cui
proprio la droga diventa un collante sociale che
cancella barriere economiche e culturali.
Malgrado
l'ironia, dietro le pagine di Drago si nasconde un
universo tragico con cui il quarantenne Domenico, non
più così giovane da avere l'alibi di non capire,
dovrà fare inevitabilmente i conti. C'è un mondo così,
dice Marco Drago. E forse è il mondo più mondo che
c'è.
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