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stile
affronta una molteplicità di temi all'insegna della crescente
non distinzione tra realtà e finzione nel mondo d'oggi.
O
meglio della straordinaria capacità della finzione di diventare
realtà, inevitabilmente impiegata a sua volta nel senso della
finzione. è
quello che emerge con grande diletto del lettore del primo e più
corposo dei due testi che compongono il volume.
La
seconda parte del saggio è più vicina ai temi trattati in
precedenza da Augé: luoghi, oggetti, percezione, arte,
etnologia della contemporaneità e degli spazi più familiari
all'uomo occidentale. La lettura di queste pagine è davvero
illuminante e andrebbe imposta ai più giovani perché permette
di muoversi nella civiltà postmoderna con occhio e mente
critici.
L'ultima sezione, praticamente a sé stante, è una
specie di diario che prende la propria persona come modello di
uno studio etnografico. Ed è interessante vedere come il metodo
utilizzato per studi e ricerche ad esempio in Africa, dove Augé
ha svolto numerose ricerche, può essere utilmente messo in
pratica anche nella Parigi che si affaccia sul terzo Millennio.
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