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Ho ammazzato J.F. Kennedy

(di Manuel Vázquez Montalbán - Feltrinelli 2001)

 

 

I veri protagonisti di questo romanzo sono creature della fantasia dei mass media, senza relazioni umane o reali. John è appena diventato presidente e il suo clan vive nel cosiddetto Palazzo delle Sette Galassie, una meraviglia architettonica sospesa fra le nubi sopra la Casa Bianca, dove si collezionano celebrità.

   

Qui, tra gli altri, è rinchiuso come musico da camera Pablo Casals e qui sfilano le fotocopie dei grandi personaggi dell’America degli anni settanta. Persino Sinatra compare, trasformato in macchietta che interpreta una comica alla Stanlio e Ollio. A tirare le fila del tutto, un super agente segreto gallego con licenza di uccidere, di nome Pepe Carvalho, ex membro del Partito comunista spagnolo e ora membro della Cia.

 

Quello che poi sarebbe diventato il detective gourmet della serie Carvalho nasce in questo libro, un racconto di finzione politica, che rappresenta un mondo irreale, con una narrazione in cui si inseriscono anche canzoni, testi teatrali, critica letteraria, pamphlet politici e parodia dei media.

 

Ho ammazzato J.F. Kennedy è stato scritto nel 1970, quando il sogno impossibile per molti era quello di ammazzare il generale Franco, invece di Kennedy, e ha aperto una stagione di libertà di scrittura e lettura, con il suo anticonformismo e la sua capacità di trasmettere valori e memoria storica in racconti di avventura.

  

 

 

 

 

 

 

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