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Homo technologicus

(di Natsume Soseki - Pozza 2001)

  

 

Tra la nostalgia per i valori della tradizione e un nomadismo identitario ormai privo di memorie e confini, è sempre più evidente l'importanza che ha la tecnologia nel definire la creatura-uomo. Longo ci presenta l'Homo technologicus, ibrido di uomo e macchina, integrato nella rete, probabile protagonista di un futuro artificiale e virtuale, forse candidato all'onniscenza e all'immortalità.

   

Il volume è suddiviso in tre parti: «Tecnologia, evoluzione, flessibilità»: in cui si presenta l'impresa tecnologica, le sue caratteristiche e i suoi prodotti; «Macchine della mente»: capitolo dedicato all'intelligenza artificiale nel contesto del tentativo della scienza occidentale di costruire il mondo per via razionale; e infine «L'uomo nella rete»: dedicato a internet, fenomeno nei cui confronti non siamo ancora riusciti a prendere le distanze giuste per darne una interpretazione corretta.

 

Dietro ai tre capitoli c'è la volontà e la speranza di «andare oltre la razionalità, ma senza rinnegarla». L'ultima parte del volume, «Ultime riflessioni», mette insieme ricordi, emozioni, slanci, per restituire al lettore e all'autore stesso, «la pienezza della vita». 

 

In questa struttura sostanziale si inseriscono, fin dalle prime pagine, racconti, stralci narrativi, spesso testi di fantascienza, proprio perché nell'ambiguità della letteratura si possono ritrovare verità o premonizioni degne di riflessioni approfondite.

  

 

 

 

 

 

 

 

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