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Dalla
protesta in piazza, ai giornali volanti, alle
manifestazioni improvvisate, Peppino arriva infine
all'uso politico di una radio libera. Fa nomi e
cognomi, denuncia gli interessi che ruotano intorno
all'ampliamento dell'aeroporto di Punta Raisi, mette
spalle al muro il boss Tano Badalamenti.
Peppino
Impastato viene ucciso il 9 maggio 1978. L'omicidio
coincide con il ritrovamento del corpo di Aldo Moro,
fatto gravissimo che distrae l'opinione pubblica dal
"caso Impastato". Così hanno buon gioco i
legami mafiosi con le autorità locali a dirottare le
indagini: la morte di Peppino viene rubricata come
incidente occorso ad un maldestro attentatore o,
addirittura, come il suicidio di un ragazzo esaltato,
sconfitto nella propria inconsulta azione di delazione
nei confronti di persone per bene.
Solo vent'anni
dopo, grazie anche a un nuovo movimento di opinione,
alla diversa situazione politica e all'azione di
persone come Claudio Fava, il caso è stato riaperto
ed è recente la sentenza che condanna mandante e
esecutori di quell'efferato delitto.
Il successo avuto
dal film (Leone d'oro per la miglior sceneggiatura al
festival di Venezia, vincitore di quattro David di
Donatello attribuiti alla sceneggiatura, al miglior
attore protagonista, a quello non protagonista e ai
costumi, nonché vincitore di un riconoscimento
speciale assegnato da cinquanta scuole superiori, il
premio David Scuola) e da questa sceneggiatura (così
dura ed esplicita nella denuncia) mostrano il peso che
l'intellettualità può avere nella formazione delle
coscienze e riaprono la strada ad una cultura di
matrice civile che in Italia ha avuto, in passato, un
ruolo fondamentale, ma che negli ultimi anni si era
dimostrata stanca o totalmente assente. |