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La
Sardegna che l'autore presenta è un luogo in cui lo
stato di isolamento insulare si accompagna ad una
marginalità culturale ed economica che finisce per
accentuarne il carattere di prigione da cui si
desidera fuggire.
Nasce da qui il bisogno di distacco
da luoghi e persone che immobilizzano in una
condizione esistenziale soffocante, anche se i colori
e gli affetti dell'isola restano come appiglio per non
affogare nel mondo sconosciuto. E dopo la fuga, un
eventuale ritorno si trasforma in sconfitta, epilogo
triste di vite vissute alla ricerca di una libertà
non facilmente raggiungibile e di un'affermazione di sé
quasi impossibile.
I personaggi di questi racconti
vivono e soffrono una realtà contemporanea, che vede
nella ricchezza e nel potere le vere chiavi del
successo. Anche il linguaggio e lo stile usati dallo
scrittore sono elemento di interesse: non vi è
cadenza dialettale, ma l'introduzione di alcuni
termini sardi consentono di calare la storia nel
contesto reale. La stessa punteggiatura, che avvolte
scompare, vede una ricerca stilistica finalizzata ad
attribuire ritmo alla pagina e a creare una spontaneità
di racconto davvero vincente. |