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Come considerare il mondo
nuovo che ci travolge? Su quali concetti essenziali dobbiamo
fondare la comprensione del futuro? Su quali basi teoriche
possiamo appoggiarci per vincere le sfide che si accumulano?
Rispondendo a una proposta dell'UNESCO, Edgar Morin, che ha
consacrato gran parte della sua opera ai problemi di una
"riforma del pensiero" e di una conoscenza
adeguata, propone qui sette saperi "fondamentali"
che l'educazione dovrebbe trattare in ogni societą e in
ogni cultura.
Il saggio si apre con un capitolo intitolato Le
cecitą della conoscenza: l'errore e l'illusione, in cui
si mette in luce la necessitą di "potenziare
nell'insegnamento lo studio dei caratteri cerebrali,
mentali, culturali della conoscenza umana, dei suoi processi
e delle sue modalitą, delle disposizioni psichiche e
culturali che la inducono a rischiare l'errore o
l'illusione".
Segue un capitolo in cui si sottolineano I
principi di una conoscenza pertinente, "capace di
cogliere i problemi globali e fondamentali per inscrivere in
essi le conoscenze parziali e locali". Morin si
sofferma poi sull'insegnamento della condizione umana, su
quello dell'identitą terrestre, sul modo di Affrontare
le incertezze, sull'insegnamento della comprensione,
intesa come mezzo e fine dalla comunicazione umana.
Chiude
il saggio il capitolo incentrato sull'etica del genere
umano. "L'insegnamento deve produrre una antropo-etica
capace di riconoscere il carattere ternario della condizione
umana, che consiste nell'essere contemporaneamente
individuo=specie=societą".
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