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Ed
ancora un fisarmonicista dal corpo robusto e il cuore
immalinconito da una donna che lo ha lasciato; le nuove
reclute destinate agli stabilimenti del salnitro, condannate
a screpolarsi la pelle sotto il sole e a infiammarsi i
polmoni di polvere; una coppia di innamorati disperati che
per sopportare il presente si soffoca di baci; una bambina
dolce, con la testa infestata di pidocchi e di cattivi
pensieri; un nano logorroico alla rincorsa del suo circo; un
cantastorie che narra di Alma Basilia, meretrice, o più
romanticamente ramera, che come unico affetto ha
l'albero che cresce nel suo cortile.
Il
treno, correndo nell'infinito spazio candido di salnitro, è
come la vita, racchiude dolore, disperazione, speranza e
pietà, e una povera umanità che a ogni fermata mostra le
sue piaghe. Uomini e donne che, tra superstizioni e fede,
cercano di medicare le ferite delle loro anime e porre un
argine ai colpi della sorte. Rivera Letelier ci fa
appassionare alle loro improbabili storie e ricostruisce,
tra simboli e immagini, una misera epopea di vite che
corrono su un treno d’infima classe.
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