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I treni vanno in purgatorio 

(di Ramón Diaz Eterovic - Einaudi 2001)

 

 

Il Longitudinal Norte è un treno mitico. Attraversa il deserto di Atacama, «il deserto più triste del mondo». In un viaggio che dura quattro giorni, ma che ha il tempo interiore dell'eternità, porta a destinazione passeggeri senza futuro: una chiromante fascinosa che vende pronostici dettati dalla comprensione per il prossimo. 

 

Ed ancora un fisarmonicista dal corpo robusto e il cuore immalinconito da una donna che lo ha lasciato; le nuove reclute destinate agli stabilimenti del salnitro, condannate a screpolarsi la pelle sotto il sole e a infiammarsi i polmoni di polvere; una coppia di innamorati disperati che per sopportare il presente si soffoca di baci; una bambina dolce, con la testa infestata di pidocchi e di cattivi pensieri; un nano logorroico alla rincorsa del suo circo; un cantastorie che narra di Alma Basilia, meretrice, o più romanticamente ramera, che come unico affetto ha l'albero che cresce nel suo cortile.

 

Il treno, correndo nell'infinito spazio candido di salnitro, è come la vita, racchiude dolore, disperazione, speranza e pietà, e una povera umanità che a ogni fermata mostra le sue piaghe. Uomini e donne che, tra superstizioni e fede, cercano di medicare le ferite delle loro anime e porre un argine ai colpi della sorte. Rivera Letelier ci fa appassionare alle loro improbabili storie e ricostruisce, tra simboli e immagini, una misera epopea di vite che corrono su un treno d’infima classe.

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

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