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Nel
libro non si parla di genio e sregolatezza, non c'è
il cantante maledetto e la ricchezza inebriante del
mondo delle rockstar: i personaggi del racconto sono
semplici "operai" della musica, ragazzi che
vivono suonando nei locali e considerano il proprio
mestiere alla stessa stregua di un altro, o
appassionati ascoltatori che hanno legato alcune
emozioni importanti della loro vita a una canzone, a
un gruppo o a una voce.
C'è
Raul, un ex cantante di ska, che si interroga circa il
fallimento del proprio matrimonio; c'è un giovane
corridore che, sostenuto dalla passione per le canzoni
di Neil Young, vince la gara più importante della sua
giovane vita; c'è uno studente universitario che
frequenta la facoltà di sociologia in Germania e
trova nella musica un momento di aggregazione e di
scambio.
Nel
complesso, otto storie di ragazzi, con qualche nota di
tragedia e qualche altra di allegria, e un romanzo
breve che si susseguono come i brani di un disco e
cantano un universo abitato da forti passioni e
sentimenti, da amori e amicizie. Un tono sincero e
denso di complicità accompagna i protagonisti delle
vicende, come se gli autori guardassero dall'interno
le vite che descrivono, facessero parte del gruppo di
amici e condividessero conoscenze e passioni.
Una
visione nuova della musica giovanile, un nuovo modo di
interrogarla e il rock, definito da alcuni la
"musica del diavolo", è qui un collante e
un amico, l'espressione di una cultura che è stata
quella giovanile per eccellenza e che oggi è
patrimonio di più generazioni.
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