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L'altro nome del rock

(di Enrico Brizzi e Lorenzo Marzaduri - Mondadori 2001)

 

 

Fin dal suo apparire, la musica giovanile e il rock hanno accompagnato e influenzato in modo profondo l'esistenza di intere generazioni di giovani e meno giovani. In questo libro Enrico Brizzi e Lorenzo Marzaduri affrontano la sfida di raccontare determinati aspetti e suggestioni in cui l'influenza della musica giovanile si avvera e mostra la sua forza.

 

Nel libro non si parla di genio e sregolatezza, non c'è il cantante maledetto e la ricchezza inebriante del mondo delle rockstar: i personaggi del racconto sono semplici "operai" della musica, ragazzi che vivono suonando nei locali e considerano il proprio mestiere alla stessa stregua di un altro, o appassionati ascoltatori che hanno legato alcune emozioni importanti della loro vita a una canzone, a un gruppo o a una voce. 

 

C'è Raul, un ex cantante di ska, che si interroga circa il fallimento del proprio matrimonio; c'è un giovane corridore che, sostenuto dalla passione per le canzoni di Neil Young, vince la gara più importante della sua giovane vita; c'è uno studente universitario che frequenta la facoltà di sociologia in Germania e trova nella musica un momento di aggregazione e di scambio. 

 

Nel complesso, otto storie di ragazzi, con qualche nota di tragedia e qualche altra di allegria, e un romanzo breve che si susseguono come i brani di un disco e cantano un universo abitato da forti passioni e sentimenti, da amori e amicizie. Un tono sincero e denso di complicità accompagna i protagonisti delle vicende, come se gli autori guardassero dall'interno le vite che descrivono, facessero parte del gruppo di amici e condividessero conoscenze e passioni. 

 

Una visione nuova della musica giovanile, un nuovo modo di interrogarla e il rock, definito da alcuni la "musica del diavolo", è qui un collante e un amico, l'espressione di una cultura che è stata quella giovanile per eccellenza e che oggi è patrimonio di più generazioni.

 

 

 

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