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L'età dell'argento

(di Ginevra Bompiani - La Tartaruga 2001)

 

 

La vita calma e sonnolenta di un'isola in mezzo al mare viene turbata dalla scomparsa di Cecilia, diciassette anni, forse sedici, bruna, florida, allegra e senza fantasie. Di quelle che fanno gola agli uomini. Suo padre gestisce il negozio di alimentari in alto sulla collina. Improvvisamente tutta l'isola vibra di eccitazione e di curiosità. 

 

Si fanno chiacchiere e congetture. Un'aria di suspence si addensa a poco a poco. Uno straniero sbarca dalla nave con una valigia in mano e uno strano cappello calato sugli occhi, quasi non volesse farsi riconoscere. Un paio di scarpe di vernice nera col tacco fanno il giro del paese non per ordine di un fantomatico Principe Azzurro ma nelle mani di un giovane e inesperto carabiniere incaricato di fare le indagini.

 

Ginevra Bompiani ci offre un volumetto scarno, essenziale, con un andamento molto lirico e un linguaggio davvero evocativo: qualcosa di fiabesco (nelle fiabe l'orrore è sempre presente) che sa intervenire sulla cronaca e rivelarne gli aspetti più intimi, i segreti nascosti, la complessità dei rapporti umani.

 

E come nelle fiabe è un bambino il vero protagonista della storia e una vecchia (una fatina?): entrambi si battono per capire, per sciogliere il caso, per avere delle risposte dalla vita non necessariamente rassicuranti, ma vere.

 

 

 

 

 

 

 

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