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Si fanno chiacchiere e
congetture. Un'aria di suspence si addensa a poco a
poco. Uno straniero sbarca dalla nave con una valigia
in mano e uno strano cappello calato sugli occhi,
quasi non volesse farsi riconoscere. Un paio di scarpe
di vernice nera col tacco fanno il giro del paese non
per ordine di un fantomatico Principe Azzurro ma nelle
mani di un giovane e inesperto carabiniere incaricato
di fare le indagini.
Ginevra Bompiani ci offre un volumetto
scarno, essenziale, con un andamento molto lirico e un
linguaggio davvero evocativo: qualcosa di fiabesco
(nelle fiabe l'orrore è sempre presente) che sa
intervenire sulla cronaca e rivelarne gli aspetti più
intimi, i segreti nascosti, la complessità dei
rapporti umani.
E come nelle fiabe è un bambino il
vero protagonista della storia e una vecchia (una
fatina?): entrambi si battono per capire, per
sciogliere il caso, per avere delle risposte dalla
vita non necessariamente rassicuranti, ma vere.
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