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L'irresistibile ascesa di Harry Starks

(di Jake Arnott - Il Saggiatore 2001)

 

 

Nella favolosa Londra degli anni sessanta, dove il rhythm and blues sta soppiantando il rock'n roll, sotto la patina del boom economico e dei locali alla moda esiste un'altra città dominata dai racket, fatta di rapine, prostituzione e truffe. Qui vive Harry Starks, gangster ebreo omosessuale, gestore di club privati, pornografo, laureato in sociologia e fan di Judy Garland.

 

Harry è giustamente temuto per i suoi metodi "convincenti" e per l'ira gelida, controllata, alternata con attacchi di depressione. Ma chi lo conosce non può negare che Starks possieda un suo fascino magnetico, un cocktail di buon umore e brutalità, maniere forti e un certo rozzo charme. Arnott racconta l'ascesa e la caduta del gangster, vista da cinque soci che ne descrivono, ciascuno a proprio modo, la parabola. 

 

Da queste cinque narrazioni emerge una figura prepotente e contradditoria: spietato e tenero con chi ama, disinvolto nell'ambiente del crimine ma ansioso di legittimare la sua posizione e trasformarsi in un rispettabile uomo d'affari, Harry Starks è il perno di una strada dai contorni epici, lo specchio di una Londra inedita e pulsante di vita.

 

Arnott paragona la propria scrittura allo stile di Hitchcock, così differente da quello di Tarantino: creare paura e angoscia senza brutalità è la cosa più importante e difficile da ottenere, ma è quello che questo giovane scrittore ha cercato di fare, utilizzando spesso anche l'ironia.

 

Così come avviene nella black comedy, tipicamente inglese, l'autore cerca di spegnere la tensione, quando c'è il terrore che aleggia, con una risata, pensando che la cosa più interessante nello scrivere un libro, sia quello di spiazzare il lettore, non di fargli leggere in sequenza quello che accade.

   

 

 

 

 

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