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Come sempre, Delerm sa cogliere e
dipingere con la delicatezza di un acquarellista
frammenti di vita e barlumi di sensazioni in cui è
arduo non riconoscersi. E non abbandona il pennello
neanche quando i colori sfumano verso il grigio
lasciando irrompere una certa malinconia: c'è infatti
una punta d'amarezza nella contemplazione di quelle
vecchiette arcigne che incassano la vincita del
jackpot senza che nulla smuova la linea pietrificata
del loro profilo o nello scoprire che la persona che
credevamo di avere sorpreso in un atteggiamento
infantile - con la testa reclinata sulla spalla - sta
in realtà parlando al cellulare.
Tutti si possono
riconoscere nei pensieri e nelle curiosità che qui
vengono descritte, tutti si possono specchiare nelle
reazioni inconsce che si hanno davanti a situazioni un
pò grottesche, ma ormai frequenti, ci sono insomma
comportamenti comuni, reazioni collettive legate alle
nuove abitudini di vita. Allegria, leggerezza,
divertimento dominano, ma non mancano pennellate
malinconiche, qualche tristezza e un pò di nostalgia.
Una lettura piacevole, che procura una sensazione di
intimo benessere e che ci fa guardare con occhi
diversi tanti fatti, tanti piccoli eventi che tutti i
giorni entrano nelle nostre vite.
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