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L'ospite inatteso

(di Philippe Delerm - Frassinelli 2001)

 

 

Questo poeta della quotidianità, ci regala un altro libro costruito intorno alle "piccole cose" osservate con l’occhio e la sensibilità che gli sono proprie. La falsa disinvoltura con cui ci sistemiamo sulla poltrona del dentista, il caldo oblio in cui sprofondiamo una volta sdraiati al sole, il disapputo per l'interruzione della siesta causata dall'arrivo di un ospite inatteso.

 

Come sempre, Delerm sa cogliere e dipingere con la delicatezza di un acquarellista frammenti di vita e barlumi di sensazioni in cui è arduo non riconoscersi. E non abbandona il pennello neanche quando i colori sfumano verso il grigio lasciando irrompere una certa malinconia: c'è infatti una punta d'amarezza nella contemplazione di quelle vecchiette arcigne che incassano la vincita del jackpot senza che nulla smuova la linea pietrificata del loro profilo o nello scoprire che la persona che credevamo di avere sorpreso in un atteggiamento infantile - con la testa reclinata sulla spalla - sta in realtà parlando al cellulare.

 

Tutti si possono riconoscere nei pensieri e nelle curiosità che qui vengono descritte, tutti si possono specchiare nelle reazioni inconsce che si hanno davanti a situazioni un pò grottesche, ma ormai frequenti, ci sono insomma comportamenti comuni, reazioni collettive legate alle nuove abitudini di vita. Allegria, leggerezza, divertimento dominano, ma non mancano pennellate malinconiche, qualche tristezza e un pò di nostalgia. Una lettura piacevole, che procura una sensazione di intimo benessere e che ci fa guardare con occhi diversi tanti fatti, tanti piccoli eventi che tutti i giorni entrano nelle nostre vite.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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