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L'ultimo rosa di Lautrec

(di Alessandro Barbero - Mondadori 2001)

 

 

L'ultimo romanzo di Barbero è dedicato ad un momento cruciale della vita del conte de Toulouse-Lautrec, il momento in cui, dopo l'ennesima crisi di alcolismo, verrà rinchiuso in un ospedale psichiatrico da cui uscirà dopo tre mesi, completamente sconfitto nella sua bramosia di vita. 

 

Il trentacinquenne "nano", così è chiamato il conte nel romanzo, è alcolizzato, aggressivo e provato da una vita piena di vizi e trasgressioni. Quella strada di Parigi che il conte sta percorrendo di domenica mattina conduce alla casa di una giovane ballerina dai capelli rossi, che lo aspetta con l'ansia di chi spera di trovare in quell'essere deforme, gentile e ricco, una soluzione per la propria misera vita.

 

Strani animali rosa fanno improvvisamente la loro apparizione, sono enormi ragni, mostri che lo vogliono assalire: il nano è terrorizzato, cerca di scacciarli, cade, spara un colpo di rivoltella, si agita per terra in preda al delirio. La ragazza sente lo sparo, si precipita in strada, invoca soccorso. Il nano viene portato in un vicino bordello dove riesce a recuperare una certa lucidità. 

 

Per l'abituale controllo attuato dalla polizia nelle case di quel genere, Lautrec viene a scontrarsi con un commissario che lo porta in questura dove sarà costretto a confrontarsi con la madre, mandata a chiamare perché ponesse fine agli eccessi di quel figlio dissoluto. Un giornalista, casualmente testimone, descrive il fatto a tinte forti in un articolo per Le Figaro. 

 

Lo scandalo appare insopportabile alla madre del pittore, che decide di rinchiudere quel figlio degenere, mentre la ragazzina rossa (mandata dal nano a cercare un cugino che potesse impedire il ricovero) assiste impotente al trasferimento in ospedale di quell'uomo deforme e geniale. Il romanzo, pur nell'amarezza della vicenda, si conclude con una speranza: la piccola ed esile ballerina forse troverà un amore autentico capace di ridarle la voglia di vivere. 

 

Lo scrittore riesce con grande sensibilità a calare il lettore in quel particolare momento, fa capire come le divisioni di classe fossero insormontabili, ci introduce nella vita degli artisti, delle prostitute e dei marginali di Parigi, ci rende partecipi dei dibattiti che divisero gli intellettuali parigini sul caso Dreyfus e penetra, come solo la letteratura può fare, nei pensieri e nelle emozioni di un grande artista del passato.

 

 

 

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