|
A Parigi, dove
svolge il suo lavoro, un giorno in palestra il
protagonista conosce un prestante architetto francese,
Julien. L'incontro lusinga Austin e insieme turba la
sua esistenza, in bilico tra la pacificazione, i
soprassalti d'irrequietezza e la paura della malattia.
Perché Austin, sieropositivo da molti anni, pensava
che alla sua vita, ormai, non restasse che osservare
quella degli altri. Inoltre Julien è giovane, sposato
e, forse, non gay.
Nonostante i dubbi, le incertezze,
le zone d'ombra, la storia nasce, il legame si
rinforza nella convivenza e nei lunghi viaggi, prima a
Nancy, dove il francese è nato, poi a Deauville,
negli Stati Uniti e in Marocco. I due diventano una
coppia. Quando la malattia colpirà il giovane amico,
alla commedia acre subentreranno i toni cupi del
dramma. I rapporti omosessuali sono infatti
contraddistinti dalla grande libertà e dall'amicizia
che segue la loro conclusione, ma quando si insinua la
paura (della solitudine, dell'abbandono, infine della
morte) tutto si complica e nascono gelosie, meschinità,
rivalse.
È facile mantenere un certo distacco se si
suppone di avere davanti a sé molto tempo, ma sia gli
anni che passano, sia l'Aids, spezzano l'autocontrollo
e mettono in crisi la speranza di futuro. Il bisogno
di amore cerca scappatoie e giustificazioni, s'insinua
anche nel meno romantico degli uomini, serpeggia negli
incontri apparentemente superficiali, lascia
insoddisfazione e malinconia dopo ogni avventura.
Ed
è questo il vero tema del romanzo: la storia di un
rapporto amoroso, che l'autore tratta spesso con
leggerezza e ironia, non puntando mai sull'effetto
forte e sulla facile emozione.
|