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La bambinona

(di Gaia de Beaumont - Marsilio 2001)

 

 

Questa è la storia della famiglia dei Libero Schiavetto, la cui vita viene sconvolta dall'improvvisa e sconcertante gravidanza della primogenita Aida. Friz e Vanda decidono di crescere come propria la bambina della loro giovane figlia. Gaia (la neonata), caduta a testa in giù alla nascita cresce in modo molto particolare. Sembra un fantasma.

   

 Ha la pelle come la porcellana e i capelli quasi bianchi, i suoi occhi enormi danno l'impressione di spiare continuamente tutto e tutti. Chiusa in un silenzio impenetrabile, la "bambinona", che suona il pianoforte come Mozart, osserva i parenti da un armadio-confessionale. Grazie alla sua eccezionale capacità di "registrare" le confessioni della famiglia, per lei non ci saranno più segreti.

 

È difficile descrivere l'ambiente rappresentato dall'autrice. Personaggi esagerati, che agiscono, pensano, si muovono in modo talvolta macchiettistico, altre volte come burattini in una rappresentazione surreale della realtà.

 

Una famiglia tenuta insieme dalle convenzioni, ma i cui componenti sono attratti da altre persone, da altre situazioni, come spinti da una continua forza centrifuga. Una ironica parodia della quotidianità borghese, il ritratto di una personalità fuori dal coro (la bambinona) che osserva in silenzio, e l'amara fotografia di una famiglia che non sa comunicare, che tace e mente, e solo così può rimanere unita.

 

 

 

 

 

 

 

 

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