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Ha la
pelle come la porcellana e i capelli quasi bianchi, i suoi
occhi enormi danno l'impressione di spiare continuamente
tutto e tutti. Chiusa in un silenzio impenetrabile, la
"bambinona", che suona il pianoforte come Mozart,
osserva i parenti da un armadio-confessionale. Grazie alla
sua eccezionale capacità di "registrare" le
confessioni della famiglia, per lei non ci saranno più
segreti.
È difficile descrivere l'ambiente rappresentato
dall'autrice. Personaggi esagerati, che agiscono, pensano,
si muovono in modo talvolta macchiettistico, altre volte
come burattini in una rappresentazione surreale della realtà.
Una famiglia tenuta insieme dalle convenzioni, ma i cui
componenti sono attratti da altre persone, da altre
situazioni, come spinti da una continua forza centrifuga.
Una ironica parodia della quotidianità borghese, il
ritratto di una personalità fuori dal coro (la bambinona)
che osserva in silenzio, e l'amara fotografia di una
famiglia che non sa comunicare, che tace e mente, e solo così
può rimanere unita.
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