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La grande ombra

(di Filippo Tuena - Fazi 2001)

 

 

Perché Michelangelo, già anziano e malato, declinò i reiterati e pressanti inviti di Cosimo de' Medici a fare rientro a Firenze? Michelangelo era trattenuto a Roma dai suoi obblighi di lavoro per il papa o era altro a impedirgli il ritorno in patria? 

 

Da questa domanda, rivolta inizialmente allo stesso Cosimo, prende spunto La grande ombra, magistrale romanzo a più voci intorno agli ultimi anni di vita di Michelangelo Buonarroti. Uno dopo l'altro, idealmente interrogati dallo scrittore (insieme cronista e detective), i tanti personaggi che conobbero da vicino il genio di Michelangelo (dai domestici agli amanti romani e fiorentini, dai mecenati illustri ai pochi amici sinceri, fino a Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari) sfilano davanti ai nostri occhi e raccontano la propria versione. 

 

Basato sugli straordinari epistolari michelangioleschi e ambientato nell'inedito e sorprendente scenario privato dell'artista, La grande ombra è un romanzo corale, intenso e malinconico, su Michelangelo e su un «Rinascimento mancato», sulle speranze e i fallimenti dell'arte; una profonda e indimenticabile riflessione intorno alla grande Opera Incompiuta: la vita.

 

In una sorta di «uno, nessuno e centomila», Michelangelo è visto nelle mille sfaccettature della sua personalità, a seconda di chi l'ha incontrato, di chi l'ha conosciuto. A ognuno ha mostrato un lato del proprio carattere: con alcuni è stato straordinariamente gentile, con altri reticente, sfuggente, talvolta ostile. Ne emerge il ritratto di un uomo tormentato e forte, intimamente e intellettualmente irraggiungibile.

 

 

 

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