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Da questa domanda,
rivolta inizialmente allo stesso Cosimo, prende spunto La
grande ombra, magistrale romanzo a più voci intorno
agli ultimi anni di vita di Michelangelo Buonarroti. Uno
dopo l'altro, idealmente interrogati dallo scrittore
(insieme cronista e detective), i tanti personaggi che
conobbero da vicino il genio di Michelangelo (dai
domestici agli amanti romani e fiorentini, dai
mecenati illustri ai pochi amici sinceri, fino a
Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari) sfilano davanti ai
nostri occhi e raccontano la propria versione.
Basato
sugli straordinari epistolari michelangioleschi e
ambientato nell'inedito e sorprendente scenario
privato dell'artista, La grande ombra è un
romanzo corale, intenso e malinconico, su Michelangelo
e su un «Rinascimento mancato», sulle speranze e i
fallimenti dell'arte; una profonda e indimenticabile
riflessione intorno alla grande Opera Incompiuta: la
vita.
In
una sorta di «uno, nessuno e centomila»,
Michelangelo è visto nelle mille sfaccettature della
sua personalità, a seconda di chi l'ha incontrato, di
chi l'ha conosciuto. A ognuno ha mostrato un lato del
proprio carattere: con alcuni è stato
straordinariamente gentile, con altri reticente,
sfuggente, talvolta ostile. Ne emerge il ritratto di
un uomo tormentato e forte, intimamente e
intellettualmente irraggiungibile.
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