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La guerra al vivente

Organismi geneticamente modificati e altre mistificazioni scientifiche

(di autori vari - Bollati Boringhieri 2001)

 

 

Preceduta da un saggio sulla storia della genetica agricola da 150 anni a questa parte, una nutrita serie di contributi analizza i rapporti tra salute pubblica, ambiente e alimenti transgenici; studia la complessa problematica della introduzione degli organismi geneticamente modificati e connesso ricorso a sostanze chimiche (le

 

transnazionali biotecnologiche affermano il loro controllo commercializzando kids di sementi+biocidi); affronta la questione dei brevetti delle invenzioni biotecnologiche. Per concludere con un appello a "fare la pace con il vivente" che suona di particolare attualità e urgenza in questa fase di diffusa sensibilizzazione dell'opinione pubblica.

 

Il primo saggio, che vede come autore il prefatore Jean-Pierre Berlan, parla, infatti, delle "favole" che ci sono state raccontate nell'ultimo secolo per imporre l'uso di prodotti geneticamente trattati (il contadino crede di guadagnarci, in realtà non potendo più utilizzare parte del raccolto come semente, ci perde). Nel secondo saggio della raccolta di cui è autore Michael Hansen, direttore scientifico del Consumer Policy Institute di New York, si passa a osservare il pericolo per la salute degli uomini che certe scelte comportano.

 

Il saggio che segue di Gilles-Éric Séralini, professore di biologia molecolare dell'Università di Caen e membro della Commissione europea del genio biomolecolare, evidenzia tutte le lacune e la precipitosità delle analisi e delle ricerche in questo settore. Suzanne Pons, biologa, parla nel saggio seguente del "saccheggio delle risorse genetiche" operato in questi anni e dei rischi portati dalla privatizzazione della ricerca pubblica.

 

Altro tema analizzato nel testo è quello relativo al "brevetto": si informa il lettore sui perché si debba respingere il brevetto del vivente e vengono indicate le varie direttive europee in proposito. L'ultimo capitolo riassume e completa il volume, ed è proprio Berlan a stilarlo. Si parla di qualche piccola vittoria e della necessità della difesa degli uomini in questo campo, si sottolineano i forti interessi sottesi a questa ricerca e la spregiudicatezza delle multinazionali del settore.

 

 

 

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