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transnazionali biotecnologiche affermano
il loro controllo commercializzando kids di
sementi+biocidi); affronta la questione dei brevetti
delle invenzioni biotecnologiche.
Per concludere con
un appello a "fare la pace con il vivente"
che suona di particolare attualità e urgenza in
questa fase di diffusa sensibilizzazione dell'opinione
pubblica.
Il
primo saggio, che vede come autore il prefatore
Jean-Pierre Berlan, parla, infatti, delle
"favole" che ci sono state raccontate
nell'ultimo secolo per imporre l'uso di prodotti
geneticamente trattati (il contadino crede di
guadagnarci, in realtà non potendo più utilizzare
parte del raccolto come semente, ci perde). Nel
secondo saggio della raccolta di cui è autore Michael
Hansen, direttore scientifico del Consumer Policy
Institute di New York, si passa a osservare il
pericolo per la salute degli uomini che certe scelte
comportano.
Il saggio che segue di Gilles-Éric Séralini,
professore di biologia molecolare dell'Università di
Caen e membro della Commissione europea del genio
biomolecolare, evidenzia tutte le lacune e la
precipitosità delle analisi e delle ricerche in
questo settore. Suzanne Pons, biologa, parla nel
saggio seguente del "saccheggio delle risorse
genetiche" operato in questi anni e dei rischi
portati dalla privatizzazione della ricerca pubblica.
Altro tema analizzato nel testo è quello relativo al
"brevetto": si informa il lettore sui perché
si debba respingere il brevetto del vivente e vengono
indicate le varie direttive europee in proposito.
L'ultimo capitolo riassume e completa il volume, ed è
proprio Berlan a stilarlo. Si parla di qualche piccola
vittoria e della necessità della difesa degli uomini
in questo campo, si sottolineano i forti interessi
sottesi a questa ricerca e la spregiudicatezza delle
multinazionali del settore.
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