|
Eppure
una nota comune di tutti i racconti è la
considerazione che in una vita qualsiasi basta un
attimo per trasformare un individuo insignificante
in mostro, che la famiglia è il luogo del
malessere, infine che la morte ci accompagna sempre,
che possiamo richiamarla o provocarla con gesti
quotidiani, con un attimo di distrazione, con la
superficialità e l'egoismo: il giudizio sugli
uomini e le donne di questo nostro tempo è davvero
severo, Carraro non elargisce né giustificazioni, né
pietà.
Con l'efficacia di una lingua scabra ed
essenziale, affidata a frasi brevi e a dialoghi in
presa diretta, lo scrittore interroga la vita
proprio sul crinale che separa razionale e
irrazionale, e restituisce alla letteratura la forza
di una scommessa in cui la parola può testimoniare
il manifestarsi della barbarie. |