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La
scatola nera
(di
Amos Oz - Feltrinelli 2002)
Alex
e Ilana non si parlano da sette anni. Il divorzio è
stato brutto, le emozioni in gioco crudeli, lui si è
trasferito negli Stati Uniti dove è diventato famoso
per i suoi studi sul fanatismo religioso, lei è
rimasta in Israele, si è sposata con un ortodosso da
cui ha avuto una bimba. Alex e Ilana hanno un figlio,
Boaz, disconosciuto dal padre nel corso del divorzio
come atto di estrema offesa verso la moglie. |
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Boaz
diventa un adolescente irrequieto, chiama la madre
"puttana" e, dopo ripetuti scatti di
violenza, si fa buttare fuori da scuola. Così, dopo
anni di silenzio, Ilana scrive ad Alex per chiedergli
aiuto. Attraverso le lettere emergono i diversi
personaggi che si delineano nettamente senza
compassione, mostrando i diversi volti della società
israeliana. La crudeltà delle loro parole nasconde
una segreta sofferenza. La moglie infedele, il marito
arrogante, il figlio ribelle, l'ortodosso: tutti
feriscono se stessi e gli altri nella lotta per
l'esistenza in un paese senza compassione.
La
scatola nera è uno dei migliori romanzi di Oz
che, con grande efficacia e senza pudore, riesce a dar
voce alle emozioni più forti, siano esse
appassionanti e calde o distruttive e implacabili. Uno
straordinario romanzo epistolare che mostra la tenacia
della passione anche là dove ci sono state ferite e
incomprensioni. |
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