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La tata e l'iceberg

(di Ariel Dorfman - Il Saggiatore 2001)

 

 

Il Cile e la sua storia più recente sono al centro di questo romanzo di Dorfman. Siamo a Santiago. Gabriel McKenzie viene concepito nella notte in cui fu ucciso Che Guevara. Suo padre Cristobal aveva lanciato una sfida al suo migliore amico, Pablo: per i prossimi 25 anni avrebbe fatto l'amore ogni giorno con una diversa donna cilena; Pablo nello stesso periodo sarebbe diventato l'uomo più potente del paese.

 

Milagro, madre di Gabriel, si era trasferita a New York col figlio in seguito al golpe di Pinochet. Dopo vent'anni Pablo decide però di recarsi di nuovo in Cile per incontrare suo padre, ma si ritrova coinvolto nel misterioso progetto patrocinato da Pablo, divenuto intanto l'eminenza grigia del gioco politico. E l'unica persona disposta ad aiutare il giovane nella sua rimpatriata sofferta e confusa sarà la sua vecchia tata.

 

Un romanzo che ha quasi una struttura di giallo, ma che nel complesso intreccio di figure invece è un affresco realistico dell'attuale situazione socio-politica cilena. Vi è infatti la modernizzazione portata all'estremo in un processo economico già iniziato da Pinochet, il permanere di figure del regime mai epurate dalla neonata democrazia, natura e colori di un paese estremamente vario nella sua morfologia, etnie che vanno scomparendo sotto i colpi del liberismo, e infine movimenti che si oppongono a tali vere e proprie stragi, sorti sia all'interno delle popolazioni indie che nei settori più sensibili dei cittadini di razza bianca.

  

 

 

 

 

 

 

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