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Innanzitutto,
La terra del fuoco č la storia di un'amicizia.
Dell'amicizia tra John William Guevara, detto Jack,
figlio illegittimo di un inglese e di una creola
argentina, e Omoy-lume, detto Jemmy Button, indiano yámana
della Patagonia. Poi č la storia di una terra «alla
fine del mondo», spazzata dai gelidi venti e dalle
terribili tempeste che infuriano tra Capo Horn e le
Falkland/Malvinas. E,
ancora, č la storia del tentativo, da parte della
Corona inglese, di colonizzare quelle terre anche
attraverso l'«educazione», a Londra, di alcuni «selvaggi».
Su queste premesse, e utilizzando sapientemente
documenti e testimonianze dell'epoca (tant'č che tra
i protagonisti del romanzo compaiono anche Charles
Darwin e Robert Fitzroy), Sylvia Iparraguirre
ricostruisce una vicenda indimenticabile seguendo i
suoi personaggi in Terra del Fuoco, nella
miserabile e maestosa Londra dell'Ottocento e tra le
sconfinate pianure argentine dove Jack - cronista dei
fatti allora avvenuti - vive.
Č la storia dell'incontro, inevitabilmente impari,
tra due culture, tra la cecitŕ e la violenza del
mondo «civile» e cristiano e la semplice e durissima
vita di un popolo che vive rispettando la natura e le
proprie antiche consuetudini. Un
testo serrato, avvincente e poetico allo stesso tempo,
organizzato secondo un'articolata architettura di
incastri temporali e con un meccanismo che pare
ispirato a un serrato montaggio cinematografico. |