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È solo con la sua carriera di
autore di sit-com televisive alla Totally Unnecessary
Productions. È solo con le sue malattie e
l'amatissimo whisky. Ora vuole dare la sua versione
dei fatti, di tutti i fatti che l'hanno visto
coinvolto. Lo ha "pungolato" un amico-nemico
che sta per pubblicare un libro che lo diffama. È
necessario tacitarlo con la verità dei fatti. Ma la
versione di Barney sarà cosi chiarificatrice come
voleva essere? Non importa.
Il personaggio che ci
viene descritto è affascinante e repellente, fragile
e cinico, complesso e al contempo lineare,
anticonformista e stravagante ma anche legato alle
piccole abitudini del quotidiano vivere comune. Non
potremo neppure sapere se il delitto di cui è stato
accusato e poi assolto lo abbia commesso veramente.
Decimo romanzo di un autore affermato anche come
sceneggiatore hollywoodiano, La versione di Barney
nasconde quasi certamente diversi momenti
autobiografici. Affabulatore eclettico e ironico, Richler scrive in
modo complesso, formando un articolato insieme
di digressioni.
E il filo logico diventa ancor più
tenue quando, con il procedere della narrazione avanza
anche la malattia degenerativa che sta divorando il
cervello del protagonista, quel morbo di Alzheimer che
diventa simbolo sin troppo evidente della dissoluzione
di una vita. |