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La vita straordinaria di Edgar Mint

(di Brady Udall - Bompiani 2001)

 

 

L'autore, un giovane timido e gentile, ha scelto, dopo aver pubblicato raccolte di racconti e novelle alle quali sono stati attribuiti numerosi premi, di cimentarsi nel romanzo. La suddivisione in capitoletti e la densità narrativa di ognuno di questi indica chiaramente l’attitudine dello scrittore alla composizione breve, ma non manca né armonia compositiva, né struttura coerente.

 

Figlio di un cowboy spiantato mai conosciuto e di una madre indiana che ha cominciato a bere quando lui è nato, Edgar vive in Arizona. All'età di sette anni viene investito dalla jeep del postino che gli spappola il cervello. I medici lo danno per spacciato, eppure questo è solo l'inizio della straordinaria vita di Edgar.

 

Il bambino conduce il lettore nel cuore di mondi sempre diversi, dall'ospedale all'orfanotrofio dove viene mandato e dove viene sottoposto alle sevizie più impreviste; quindi in una famiglia di mormoni dove l'armonia è solo apparente; e infine in viaggio per l'America alla ricerca di quel postino che, quasi uccidendolo, gli ha dato una nuova vita.

 

Un viaggio alla ricerca della felicità, quello di Edgar, in compagnia di personaggi fuori dal comune, sorprendenti, forse folli, di una fedele macchina da scrivere e di quel suo sguardo impertinente e toccante che lascia un dubbio nel lettore: è il caso l'artefice delle avventure di Edgar o non è piuttosto l'irresistibile fascino di questo Apache ad attrarre le assurdità del mondo?

 

Tra Charles Dickens e John Irving, Brady Udall dà vita a un'avventura picaresca di rara freschezza e originalità e ad un eroe, Edgar, destinato ad abitare a lungo l'immaginazione del lettore.

 

 

 

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