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Le attrici

(di Elena Stancanelli - Einaudi 2001)

 

 

Protagonista del romanzo è l'affascinante mondo del teatro, forse potremmo dire meglio dello spettacolo in senso generale. Un mondo pieno di illusioni e delusioni successive, dove perseverare nelle proprie scelte è difficile, e quasi impossibile farlo senza compromessi, mediazioni, trattative con sé stessi e con gli altri.

 

Il sogno, l'illusione per lo più, di raggiungere le mete prefissate e diventare una pedina importante del mondo dello spettacolo italiano, accomuna le giovani attrici della storia: Ariel e Tina. Ariel ha ventitre anni, e questo è il suo nome d'arte. Perché lei sogna di volare, come lo spiritello di Shakespeare nella "Tempesta", e il suo cielo è il teatro. Nella sua ambizione inconcludente e un pò sventata, ha una stella polare: il maestro, il più grande di tutti. Un giorno arriva l'occasione vera, del tutto insperata.

 

Il maestro, proprio lui, cerca un'attrice. Al provino Ariel incontra Tina, attrice sì, ma di cinema. Strampalata, arruffona, e soprattutto bellissima. Le due ragazze rimangono per tre giorni nella casa sull'isola, un mondo a parte dove le regole, quelle che tutti conosciamo, non valgono più. Come in ogni buona commedia non mancano gli elementi fondamentali del dramma: l'amore, raccontato da una terza donna che compare in modo quasi surreale, la bellezza, l'amicizia, il mistero, un finale a sorpresa.

 

Le attrici è un romanzo di formazione, tra le cui pagine si nasconde una storia d'amore che è il nucleo denso e quieto della tempesta, l'occhio del ciclone. Ed è un romanzo sul talento, talismano che ognuno di noi può opporre alla malinconia e alla paura.

  

 

 

 

 

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