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Il
protagonista è un uomo, Pietro, che ha già avuto un
impatto forte e complesso con la vita, che non lo ha
reso maturo e consapevole. L'uomo riceve in eredità
dal padre una ditta specializzata nella vendita di
legname, ma stretta tra difficoltà finanziarie e
trasformazioni di mercato. Con riluttanza la prende in
mano.
La
sua crisi non è solo professionale, ma soprattutto
umana. è
separato con un figlio ancora bambino di nome Simone,
è un uomo senza qualità, non sa prendere decisioni o
teme di prenderle sbagliate, ha un segreto che lo
tormenta.
è
un indeciso che cerca appoggio nella moglie, negli
amici, nei consigli di un sacerdote. E proprio un
prete risponde alla sua richiesta di aiuto portandogli
in ditta un rifugiato bosniaco. Goran - è il nome
dell'immigrato - sconvolgerà il suo già precario
equilibrio nel lavoro e nella vita privata.
è
questo un romanzo che mette in gioco molti temi: il
problema del razzismo, ad esempio, della difficoltà
di comprendere e accettare che non parla o non pensa
come noi; o l'incomunicabilità che alla separazione e
all'isolamento; o il rifiuto di crescere e assumersi
quelle responsabilità e quei problemi inevitabili
nell'età adulta.
Sono
tutti temi importanti che caratterizzano la società
italiana contemporanea. Forse lo scrittore ha perso un
pò della freschezza tipica del suo romanzo d'esordio,
ma ha saputo confrontarsi con l'attualità in modo non
retorico e scontato.
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