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Marinai perduti

(di Jean-Claude Izzo - E/O 2001)

 

 

La storia racconta di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre "Ulisse" contemporanei: il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e il turco Nedim. La loro nave, l'Aldebaran (Abdul è il capitano, Diamantis il suo secondo, Nedim è il marconista), è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell'armatore. 

  

I tre sono così costretti all'immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l'una con l'altra.

 

Conosciamo ormai bene l'opera di questo autore francese scomparso troppo presto (a cinquantacinque anni) l'anno passato. La conosciamo perché le edizioni E/O ci hanno proposto molti titoli in questi ultimi anni. 

 

In particolare i lettori appassionati di gialli hanno imparato ad apprezzare la sua scrittura "mediterranea" e il suo gusto speciale per i colori e le storie di città di mare come Marsiglia, dove i rumori e gli odori del porto si intrecciano inevitabilmente con quelli della metropoli multietnica. 

 

Come spesso accade nelle opere di Izzo, la tragedia si unisce alla storia e l'accompagna, anche al di là della trama: che si tratti di un giallo o, come in questo caso, della fotografia di una realtà difficile, dolorosa e spesso dimenticata.

  

 

 

 

 

 

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