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I
tre sono così costretti all'immobilità forzata, terribile
per dei marinai, che però consente alle loro avventurose
storie di emergere e di fondersi l'una con l'altra.
Conosciamo
ormai bene l'opera di questo autore francese scomparso
troppo presto (a cinquantacinque anni) l'anno passato. La
conosciamo perché le edizioni E/O ci hanno proposto molti
titoli in questi ultimi anni.
In
particolare i lettori appassionati di gialli hanno imparato
ad apprezzare la sua scrittura "mediterranea" e
il suo gusto speciale per i colori e le storie di città di
mare come Marsiglia, dove i rumori e gli odori del porto si
intrecciano inevitabilmente con quelli della metropoli
multietnica.
Come
spesso accade nelle opere di Izzo, la tragedia si unisce
alla storia e l'accompagna, anche al di là della trama:
che si tratti di un giallo o, come in questo caso, della
fotografia di una realtà difficile, dolorosa e spesso
dimenticata.
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