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Maya

(di Jostein Gaarder - Longanesi 2000)

 

 

Per dieci anni docente di filosofia nonché studioso di teologia, Gaader ha costruito un romanzo complesso sotto il profilo formale, basato sulla casualità e strutturato in diverse parti che si intersecano tra loro: un breve Prologo, la lunga Lettera a Vera, la Postfazione e un Manifesto finale composto da 52 aforismi suddivisi in 13 gruppi, in base ai semi delle carte da gioco.

  

Se dovessimo riassumere brevemente la trama potremmo dire che si tratta di un viaggio nel tempo che ruota intorno ad una figura di donna identica alla modella raffigurata da Goya nei suoi dipinti Maja vestida e Maja desnuda

 

Il viaggio nel tempo fa scorrere indietro gli anni dal 1998 al 1790, attraverso quattro scaglioni di 52 anni. Molti sono i riferimenti ai libri precedenti dell'autore e ad alcuni temi di fisica e scienza (il Big Bang, la materia e l'antimateria, il DNA, ecc.) trattati attraverso i dialoghi e le esperienze dei protagonisti: Frank, uno scienziato che crede negli angeli (anzi li invidia perché vivono in eterno) e scrive lunghe lettere alla donna che ama per conquistarla; Ana, una seducente e misteriosa ballerina di flamenco, sempre vestita di rosso e dal volto inspiegabilmente familiare; José, un giornalista televisivo che discorre spesso di elfi e jolly; infine Gordon, un greco chiacchierone e saccente che presenta delle affinità con il celeberrimo grillo parlante di Collodi e che pronuncia l'aforisma più pregnante di tutto il romanzo: "Ci vogliono alcuni miliardi di anni per creare un essere umano. E basta qualche secondo per morire". Un pensiero che tormenta l'autore e che pervade con minore o maggiore evidenza tutte le sue opere.

 

Nel suo romanzo più fantasioso, imprevedibile e profondo, Gaarder ci regala il vero manifesto filosofico per il nuovo millennio, mostrandoci quanto sia stupefacente e quasi miracolosa l'esistenza degli esseri umani ed esaltando l'inarrestabile e travolgente forza vitale dell'amore.

 

 

 

 

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