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Niente lieto fine

(di Paco Ignazio Taibo II - Tropea 2001)

  

 

Il romanzo vede l'intreccio tra una vicenda classicamente "di genere" e gli eventi politici della recente storia del Messico, in un clima di corruzione generalizzata. Un giorno di dicembre, nel bagno dell'ufficio in cui lavora Héctor Belascoaran Shayne, detective indipendente, viene trovato il cadavere di un uomo travestito da antico romano.

 

A breve distanza di tempo Héctor riceve una busta contenente la fotografia di un altro cadavere, un minaccioso invito a "non immischiarsi" e un biglietto aereo per New York. Il caso a poco a poco assume le caratteristiche di un vero incubo coinvolgendo gli altri tre inquilini dell'ufficio (un idraulico, un tappezziere e un esperto di fognature), i suoi due fratelli, Carlos ed Elisa, e la sua misteriosa compagna "a intermittenza", la ragazza con la coda di cavallo. Le indagini portano a una storia losca di maneggi politici.

 

L'avventura di Belascoaran si snoda in un'atmosfera sulfurea, in cui la violenza urbana di Città del Messico si mescola con gli intrighi del potere corrotto e impunito. E in più, il nostro detective progetta di sposarsi. Ma l'odore della morte aleggia intorno a lui. Caratteristica della scrittura di Paco Ignazio Taibo II è mescolare con equilibrio stili e temi diversi, passare dalle tecniche proprie della gangster story alla narrazione di carattere civile, dal romanzo poliziesco a quello psicologico, dalla tragedia alla comicità e viceversa.

 

Il titolo già preannuncia il finale e corrisponde a una scelta precisa dell'autore che non accetta l'irreale ottimismo, tipico dei romanzi gialli, delle conclusioni: nella vita non è vero che i cattivi vengano puniti e i buoni premiati, e così anche in letteratura qualche volta ad essere sconfitto è l'eroe positivo.

  

 

 

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