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Primaverile

(uomini nudi al testo)

(di Dario Voltolini - Feltrinelli 2001)

 

 

È il primo giorno di primavera. C'è un uomo che va in macchina a trovare un amico, Francesco, ricoverato in ospedale. Francesco ama il giallo invadente della forsizia, indovina quello che la gente pensa: Francesco è uno così.

 

C'è quest'amico che arriva in ospedale, supera l'ingorgo davanti all'ascensore, sale a piedi (muri di cemento si vedono affacciandosi ai finestroni), incontra anzi si scontra con una donna robusta, occhiali spessi, con un camice aperto sulla maglia verde. C'è un gioco di riflessi nel cielo, una luminescenza che mette allegria.

 

La salita per le scale dell'ospedale si trasforma in un vortice di fatti, di visioni, di cose che accadono, di pensieri, di sesso, di presente e passato: il tempo e lo spazio ruotano su loro stessi; la memoria, la realtà, l'immaginazione e la fantasia si possiedono l'una con l'altra. Le immagini grottesche di popolazioni sofferenti, di contusi, fratturati, lacerati che aspettano il loro turno, si stravolgono e si straniano.

 

E gradualmente entra il mondo intero: gli scavi, i sedimenti, gli scheletri di animali sconosciuti, i pozzi d'acqua, i cieli aperti. Un romanzo di straordinaria originalità di scrittura, una generosità narrativa incomparabile.

 

Primaverile è il tempo della vita che germoglia. Tutto racchiuso in un unico movimento ascensionale, proliferante nella sua compattezza, questo libro segna un passaggio forte nel lavoro di Dario Voltolini e trascina con sé il lettore in un volo che attraversa mille vicende, cortocircuiti e visioni, fino alle sorprendenti pagine della vertiginosa azione finale, tra le più vivide e tese di questo autore.

 

 

 

 

 

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