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Ignorato dal
padre, che pure gli è sinceramente affezionato, Alexander
un giorno fa la conoscenza di Jerry, un ragazzo della sua
stessa età, che lavora per conto dei Moore nella scuderia
di famiglia.
Ugualmente soli, e accomunati dall'amore per i
cavalli e per la natura, dopo un'iniziale diffidenza
Alexander e Jerry diventano amici per la pelle: insieme
trascorrono gran parte del loro tempo, insieme scoprono cosa
significhi veramente l'amicizia, e quanto nuova ed
emozionante possa essere la vita di ogni giorno.
Ma la madre
di Alexander si oppone a questo legame e spinge il figlio ad
arruolarsi nell'esercito britannico che si sta preparando ad
entrare nella primo conflitto mondiale. Anche Jerry si
arruola, e i due amici si ritrovano nello stesso reggimento
sui campi di battaglia delle Fiandre; eppure, ancora una
volta, sarà la loro classe sociale a dividerli.
Quanto
manca per Babilonia è la storia di un'amicizia intensa,
che supera la diversità e che sopravvive malgrado i tanti
tentativi esterni di far recedere entrambi da un rapporto
che viene comunque considerato in qualche modo disdicevole.
Ed è anche il ritratto di un mondo aristocratico decadente
incapace di capire la società che lo circonda, arroccato su
posizioni indifendibili. Non manca infine nelle sue parole
la denuncia dell'inutilità della guerra, dell'ottusità e
della crudeltà di certi comandanti.
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