La vita
nelle isole viene descritta con amara ironia, con
l'ambivalenza emotiva tipica delle passioni umane
fondamentali, un amore/odio che tradisce la profondità
dell'attaccamento alla propria terra e la nostalgia
per i paesaggi, gli odori, e infine il cibo stesso,
che nella sua tipicità e nella sua funzione materna
di nutrimento, calore e condivisione rappresenta il
legame più semplice e quotidiano con la tradizione e
la famiglia.
L'autrice
dimostra una insolita capacità nel raccontare la
realtà quotidiana, i sentimenti più semplici ed
elementari, utilizzando registri differenti a seconda
della storia narrata, con una chiara propensione alla
forma del dialogo, in cui si rivela maestra.