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Accanto
alle gesta di Tupac Amaru o del condottiero maya
"Serpente Nero", riviviamo le imprese
leggendarie di "Quico" Sabaté,
l’anarchico che "bombardava" Francisco
Franco con un mortaio lancia-proclami di sua
invenzione, o della primula rossa della resistenza
Silvio Corbari, che beffava i nazifascisti per
sgretolarne l’immagine di invincibilità, così come
Alexandre Marius Jacob, l’ispiratore del celebre
Arsenio Lupin, gabbava la polizia parigina e ripuliva
l’alta borghesia del "maltolto" per
indurre i reietti a rialzare la testa, o "Tania
la Guerrigliera" che combatté con il Che in
Bolivia dopo aver assunto identità insospettabili
vivendo per anni nel ventre stesso del mostro, oppure
proponendo immagini inedite di un Pancho Villa amico
di John Reed, o di Jack London "pirata della baia
di San Francisco".
Fino a raccontarci come
l’utopia possa risolversi anche in autodistruzione
quando è l’unica via di fuga da un sistema
stritolante, ed è il caso di Jim Morrison, poeta
prima che musicista, accomunato agli altri
protagonisti del libro da una forma di ribellione
istintiva contro ogni ordine costituito.
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