|
Il
mondo digiacomiano, gremito di personaggi disperati e
sconfitti dalla vita, costituisce una vera e propria
enciclopedia della materia tragica, trattata con rara
sobrietà ed eleganza, in sintonia con la migliore
letteratura europea del decadentismo.
C'è
tutta l'iconografia classica napoletana nelle sue
pagine: la vita comunitaria dei "bassi" e
delle case sempre aperte sul ballatoio, la chiacchiera
tra comari, il pettegolezzo, le abitazioni affollate e
caotiche come le strade.
E
ancora la furbizia, la scaltrezza del popolino usata
contro il potere ma anche per sopravvivere nel proprio
ambiente sociale. E i sentimenti intensi, passionali,
viscerali che portano a scelte estreme, a
comportamenti "sopra le righe" a scene
plateali da "rappresentare" sia nell'intimità
della famiglia che negli spazi collettivi.
|