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Le
motivazioni che portarono in carcere, o in campi di lavoro,
scrittori e poeti illustri, ebbero spesso origine dal
dissenso politico, dall'opposizione a regimi totalitari o
dallo scontro con i potenti del momento. A ciò si aggiunge
l’uso spregiudicato del denaro con il conseguente
indebitamento e inseguimento da parte di creditori che
rivendicavano la restituzione di ciò che era stato prestato
a questi maestri dello scrivere, ma non del pagare.
Ad una
prima parte introduttiva seguono capitoli monografici che
approfondiscono, per ciascun autore, le personali vicende
penali e giudiziarie che si alternano colmando la curiosità
del lettore e stimolando il piacere del pettegolezzo.
Non
sempre le personalità emergenti sono positive, coraggiose e
capaci di affrontare i pericoli: non mancano vigliaccheria,
meschinità e desideri di vendetta che non nobilitano i
personaggi protagonisti, ma in compenso li rendono molto
umani.
La genialità di Voltaire che, con una sola battuta,
riuscì a portare scompiglio nel carcere in cui era
rinchiuso; la "follia" del marchese de Sade,
impresario teatrale nel manicomio in cui era segregato,
capace di rendere quel luogo un ritrovo alla moda; la
sofferenza di Dostoevskij (forse una delle più belle e
nobili figure proposte dal libro) e la segregazione come
fonte d'ispirazione per il suo animo sensibile; il carattere
collerico di Baudelaire, temuto anche dai suoi avvocati, che
però si fa collaborativo davanti allo spettro di una
condanna: storie e figure lontane nel tempo e nei luoghi,
unite da una dolorosa esperienza di vita.
Altre storie,
divertenti o drammatiche e sempre interessanti, si
aggiungono a quelle accennate così che il volume può
essere goduto sia dall’amante della lettura, sia da chi
invece non ha questa passione ma che, grazie a Scritti
galeotti, può essere incentivato ad avvicinarsi a
scrittori presentati in modo davvero brillante. |