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La
sciarpa-regalo di Joyce Carol Oates, ad esempio,
assume un forte significato affettivo: è l'unico modo
per dire alla propria madre "ti voglio
bene". Così la maglietta sbiadita e i pantaloni
sgualciti di un ragazzino ucciso da un pirata della
strada sono uno strumento importante per una madre che
vuole ricordare la figura e la personalità del figlio
scomparso.
E
indossare un accessorio alla moda garantisce il
benessere e l'appartenenza sociale: così è stato per
il cappello la cui importanza, tra la fine
dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, è
esemplare. Un cappello poteva fare di una donna una
signora e la sua mancanza essere per un'altra il
riconoscimento di una posizione inferiore.
Cosa
pensano le donne quando si vestono? Alla propria
felicità, al ruolo sociale, all'appartenenza a un
gruppo, alla voglia di distinguersi tra la folla, a
farsi ammirare dagli uomini, all'invidia delle altre
donne. Ciascuna delle 33 autrici della raccolta
fornisce una risposta differente alla domanda e ognuna
sembra essere giusta e possibile: vestirsi è una
necessità, è un atto quotidiano, è seguire la
moda.
Quest'ultima
scandisce la vita di ognuno di noi, legando i momenti
particolari dell'esistenza a un capo d'abbigliamento,
forse "superato" dagli anni, ma di cui non
osiamo disfarci perché per lungo tempo è stato la
nostra seconda pelle. |