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Shanghai Baby

(di Zhou Weihui - Rizzoli 2001)

 

 

Nell'immaginario occidentale la Cina rappresenta ancora un universo di diversità, una concezione della vita lontana dal nostro malessere. Per questo il libro di Zhou Weihui può essere una specie di choc e si afferma come un clamoroso caso letterario. In una modernissima Shanghai la giovane scrittrice Coco è alle prese con il suo primo romanzo quando conosce Tiantian, un ragazzo bello e triste.

  

Tra i due è subito amore ma il rapporto non può dare l'appagamento che dovrebbe perché il ragazzo è impotente e dedito all'eroina. E quando Coco incontra Mark, un giovane tedesco con moglie e figlio, non esita ad intrecciare con lui una storia di sesso e a tradire Tiantian, pur continuando ad amarlo perdutamente. Divisa tra l'amore e la passione, due sentimenti in conflitto, la donna rischia di andare alla deriva ma trova nella vita, fatta di esltazioni e sofferenze, la forza per rialzarsi ed affermarsi come scrittrice.

 

"Gli esseri umani muoiono soprattutto a causa del benessere diffuso e incontrollato e della decadenza morale, che uccide la nostra anima. L'umanità fa male a se stessa e si autodistrugge". Questa riflessione dell'autrice chiarisce lo spirito del libro: la sofferenza generazionale esistente non riesce a trovare valori che sostituiscano quelli crollati e il consumismo finisce per togliere valore ad ogni cosa, persino alle persone. 

 

Tali considerazioni sarebbero valide per gli Stati Uniti e l'Europa, luoghi in cui è facile constatare la caduta di valori e la sofferenza delle giovani generazioni, stupisce che lo siano anche per la Cina. Forse per questo il libro è stato messo al bando dalle autorità di Pechino, le copie già distribuite ritirate dalle librerie e bruciate anche se del libro si era alla sesta ristampa e ne erano già state vendute 110 mila copie in poche settimane. 

 

Il libro ha entusiasmato migliaia di giovani cinesi che lo hanno letto in massa e vi si sono riconosciuti.

  

 

 

 

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