Home > Terzaet@ News > Svago & Divertimenti > Libri > Archivio: lettera U > Un posto piccolo

 

 

Un posto piccolo

(di Jamaica Kindai - Adelphi 2000)

 

 

Il libro si apre con una lunga lettera indirizzata ad un turista che giunge nell'isola di Antigua e per la prima volta entra in contatto con un mondo diverso dalla sua noiosa quotidianità. è una lettera piena di risentimento: quello che per il ricco occidentale è folklore e gli può sembrare fantastico, per la popolazione locale è tragedia e nasconde cose ripugnanti.

  

Antigua è una ex colonia inglese che ha ottenuto l'indipendenza nel 1981, ma le ferite di quella dominazione che ha distrutto la cultura, la lingua  e le tradizioni locali non sono state rimarginate e sono diventate ancora più evidenti con i successivi governi corrotti e legati alla criminalità organizzata. I grandi trafficanti di droga che risiedono nell'isola sono i personaggi più stimati ai quali non è chiesto il rispetto di alcuna regola, in quanto i guadagni della classe dirigente derivano dalla droga, dalla prostituzione e dal gioco d'azzardo.

 

L'amarezza della scrittrice nasce proprio dal non riuscire a vedere un miglioramento per il suo popolo dopo la conquista dell'indipendenza, e non individuare neppure prospettive di miglioramento per il futuro. La sofferenza e la povertà che dominano sull'isola appaiono ancora più contrastanti con la bellezza dei luoghi e la floridezza di una natura meravigliosa: perché, si chiede l'autrice, non ci può essere armonia tra ciò che gli occhi vedono e quello che gli uomini vivono?

 

Il libro di Jamaica Kindai è un atto di denuncia di una situazione a cui sembra non esserci rimedio, dominato dalla rabbia e dall'amarezza di fronte ad una condizione di ingiustizia che rende  impietosi e poco accomodanti gli animi più esacerbati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati