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Coloane ha vissuto un'esperienza ricca di vicende
avventurose: è stato pastore, falegname, navigatore,
giornalista, attore di teatro, ha venduto carbone, ha
partecipato attivamente alla vita politica nazionale ed è
stato esiliato.
Una
vita alla fine del mondo è un racconto autobiografico
ma anche un romanzo d'avventura che avvince il lettore. Il
romanzo racconta i primi anni di vita dello scrittore
trascorsi a Quemchi, uno sperduto villaggio cileno, di
giorno in una scuola sulla spiaggia, giocando su un antico
bastimento con oggetti costruiti con costole e vertebre di
balena, e di sera ad ascoltare i racconti dei più anziani o
degli abitanti più fantasiosi delle isole dell'arcipelago
di Chiloé dove, sull'Isola Grande, sorgeva la sua casa.
E,
ancora, l'arrivo nel continente, a Punta Arenas e Santiago,
con le forti tensioni politiche e sociali del periodo; il
suo debutto letterario nel 1941 e la partecipazione
vittoriosa a un concorso indetto dalla casa editrice Zig Zag;
il matrimonio nel 1944 con Eliana Rojas, sua compagna di
vita fino ad oggi; i frequenti viaggi, a cavallo, in nave,
ecc.; la spedizione in Antartide; l'amicizia con Pablo
Neruda. Tutta la vita, insomma,
raccontata con l'esperienza di un uomo di novant'anni che può
«tirare le somme» di un'esistenza lunga, avventurosa ed
appassionante, proprio come un romanzo.
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