|
Già
pubblicato nel 1997, il libro oggi ha subito una profonda
revisione soprattutto perché l'autore ha avvertito
l'urgenza di aggiungere, completare ed arricchire con
ulteriori ricordi personali e di amici il ritratto di uno
dei maggiori interpreti della canzone d'autore degli ultimi
trent'anni.
Il libro dimostra che Fabrizio De Andrè è
stato più di un ottimo cantautore: è stato un poeta,
un "maestro", rappresentante di un periodo storico
particolare, contraddittorio e carico di emozioni, dominato
da una forte carica sociale e collettiva. La ripartizione
del volume è rappresentata dai suoi concerti: dalla prima
apparizione in pubblico nel 1975 fino alle successive tournée.
Quando De André fece il suo ingresso nel mondo dello
spettacolo in Italia il peso dell'impegno politico tra i
giovani era fortissimo: tutto, anche il privato (così
allora si diceva) era "politico". Già da allora a
dominare la scena era l'uomo, il personaggio, tragico attore
della sua vita, quasi sempre vittima: tale individualismo
gli causò alcune clamorose contestazioni da parte dei
gruppi giovanili più impegnati politicamente.
Trasferitosi
in Sardegna, fece parte del movimento Sardinna e
libertade perché, disse, "in quanto anarchico non
posso che essere favorevole alla nascita di un movimento
libertario", ma la sua fu una scelta morale più che
ideologica, caratterizzata principalmente dall'amore per la
libertà, dal senso di giustizia e dal rifiuto della
divisione in classi. Liberatosi dai discografici, grazie ad
una etichetta da lui stesso fondata, riesce ad esprimere
appieno la sua ricerca non solo musicale, ma culturale in
senso lato. La sua fonte di ispirazione è sempre stata la
tradizione e la cronaca: le grandi religioni e il quotidiano
hanno fatto parte del suo mondo poetico. La spiritualità
che lo contraddistinse non è identificabile in una
religione: De André, un ateo profondamente religioso, è
riuscito a dialogare con tutti e a toccare la loro
sensibilità al di là delle diverse concezioni di vita.
Come sempre avviene l'intelligenza e la poesia superano
tutte le barriere e i preconcetti.
La Sardegna è stata la sua terra d'elezione, ma Genova e il
suo dialetto gli hanno regalato alcune splendide canzoni:
Genova è l'adolescenza, la prima giovinezza e il luogo che
racchiude in sé tutte "le prime volte”. Il mondo di
miserabili che popola le canzoni di De André è anche
quello delle emozioni semplici ma autentiche e lui, ricco di
famiglia e socialmente privilegiato, ha saputo interpretare
i pensieri e le vite degli ultimi. Questa ricchezza
intellettuale ed emotiva è forse il motivo per cui più
generazioni, uomini semplici e intellettuali raffinati, gli
riconoscono un primato indiscusso nel cuore di ognuno e nel
panorama musicale. |