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Vivere stanca 

(di Mario Baudino - Salani 2001)

 

 

In questi brevi racconti Jean-Claude Izzo ha condensato il suo mondo fatto di città di mare, dei porti, dei vicoli di Marsiglia come di Genova, di Tunisi come di Napoli. Il primo racconto, che dà il titolo al volume, narra brevemente un rapporto di coppia molto difficile e tormentato, con un finale drammatico e inevitabile. 

 

Anche in Aspettando Gina una relazione sentimentale si evolve verso la tragedia pervasa di passionalità e sentimento. Al lume di luna parla ancora d'amore, ma l'epilogo della breve storia è più "leggero". Cane notturno invece racconta un episodio di teppismo, che finisce molto male, in cui un cane viene usato come arma, in una spirale di violenza che avvolge l'esistenza senza possibilità di fuga; come accade in Falsa primavera, quando l'extracomunitario diventa capro espiatorio designato.

 

In fondo al molo e Un inverno a Marsiglia parlano con struggente affetto della sua città, senza tuttavia nasconderne i difetti. Vivere stanca è l'amara conclusione, specie se accompagnati da povertà, violenza, emarginazione, solitudine, incomunicabilità: elementi della quotidianità che Izzo scruta con uno sguardo triste, non privo di sentimentalismo.

 

Il valore di questa raccolta sta nel fatto che il marsigliese Izzo è così mediterraneo nel suo modo di scrivere e di pensare, da sembrare contemporaneamente italiano, tunisino, francese, spagnolo, algerino. E forse oggi diventa ancor più indispensabile evidenziare l'opera di chi ha saputo compendiare culture, descrivere con naturalezza realtà interrazziali dove possono convivere, anche se non senza difficoltà anche gravi, culture molto differenti. Ma che sa contemporaneamente raccontare l'impossibile convivenza tra uomini e donne, tra bianchi e neri, tra il sud e il nord del mondo.

 

 

 

 

 

 

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