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Anche in Aspettando Gina una
relazione sentimentale si evolve verso la tragedia
pervasa di passionalità e sentimento. Al lume di
luna parla ancora d'amore, ma l'epilogo della
breve storia è più "leggero". Cane
notturno invece racconta un episodio di teppismo,
che finisce molto male, in cui un cane viene usato
come arma, in una spirale di violenza che avvolge
l'esistenza senza possibilità di fuga; come accade in
Falsa primavera, quando l'extracomunitario
diventa capro espiatorio designato.
In fondo al
molo e Un inverno a Marsiglia parlano con
struggente affetto della sua città, senza tuttavia
nasconderne i difetti. Vivere stanca è l'amara
conclusione, specie se accompagnati da povertà,
violenza, emarginazione, solitudine, incomunicabilità:
elementi della quotidianità che Izzo scruta con uno
sguardo triste, non privo di sentimentalismo.
Il
valore di questa raccolta sta nel fatto che il
marsigliese Izzo è così mediterraneo nel suo modo di
scrivere e di pensare, da sembrare contemporaneamente
italiano, tunisino, francese, spagnolo, algerino. E
forse oggi diventa ancor più indispensabile
evidenziare l'opera di chi ha saputo compendiare
culture, descrivere con naturalezza realtà
interrazziali dove possono convivere, anche se non
senza difficoltà anche gravi, culture molto
differenti. Ma che sa contemporaneamente raccontare
l'impossibile convivenza tra uomini e donne, tra
bianchi e neri, tra il sud e il nord del mondo.
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