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Un romanzo
picaresco, che ripercorre le vicende del suo protagonista,
Baudolino, per circa sessant'anni, giocato su due piani
narrativi: un cronachista presenta la storia e crea le
connessioni logico temporali, Baudolino stesso, in dialogo
con Niceta, commenta e spiega le avventure da lui vissute da
quando aveva tredici anni fino alla vecchiaia. In una zona
del basso Piemonte dove, negli anni successivi, sorgerà
Alessandria, Baudolino, un contadino fantasioso e bugiardo,
conquista Federico Barbarossa fino a diventarne figlio
adottivo. Egli affascina ed inventa e, come per miracolo,
tutto quello che immagina produce Storia. Così, tra le
altre cose, costruisce la lettera del Prete Gianni che
prometteva all’Occidente un regno favoloso, nel lontano
oriente, governato da un re cristiano.
I quaranta capitoli,
secondo l'uso medioevale, sono intitolati con la sintesi di
ciò che verrà descritto e iniziano sempre con il nome del
protagonista. Nel primo capitolo viene utilizzato un
linguaggio che giocosamente unisce e corregge parole o
costrutti di più lingue: il latino, il latino medioevale,
il volgare genovese e quello piemontese. Nei successivi
capitoli si prosegue con un lingua più accessibile in cui
permangono alcuni termini medioevali, altri che evocano il
dialetto di Alessandria e la frequente costruzione di
immagini o di concezioni che prendono vita dalla ricchissima
tradizione dotta e popolare (le cronache, i bestiari, le
rappresentazioni sacre, i cantari, la tradizione giullaresca
e cavalleresca) del XII secolo.
Tutto ciò non deve far
pensare ad un libro "di erudizione", se si
utilizza il temine per dire, con facile eufemismo, noioso e
leggibile da pochi: Baudolino è un romanzo divertentissimo,
il personaggio è di una simpatia assoluta, il racconto
raggiunge talvolta note di vera comicità e non perde mai in
brillantezza. In tanti momenti del romanzo l'identificazione
con l'autore è evidente, ma è soprattutto chiaro l'intento
di vedere in Baudolino "il narratore" per
eccellenza, cioè colui che, usando l'immaginazione, sa
costruire mondi reali tanto quanto quelli che cadono sotto i
nostri sensi, mondi a cui è giusto credere, perché la
distinzione tra verità e menzogna, quando è la fantasia ad
agire, è davvero un criterio scorretto.
Giocando con i
generi, con le parole e la fantasia, mescolando piccole e
grandi storie, puntando al divertimento e all'immediatezza,
il maggior intellettuale italiano regala al suo vasto ed
eterogeneo pubblico un vero gioiello. |