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Baudolino

(di Umberto Eco - Bompiani 2000)

 

 

Una certa emozione accompagna la lettura del nuovo romanzo di Umberto Eco, un autore che darà alla letteratura italiana un nuovo impulso internazionale e creerà ammirazione in tutta l'intellettualità mondiale. Baudolino, in libreria da pochi giorni, ha già goduto del giudizio entusiastico di autorevoli e qualificati critici.

 

Un romanzo picaresco, che ripercorre le vicende del suo protagonista, Baudolino, per circa sessant'anni, giocato su due piani narrativi: un cronachista presenta la storia e crea le connessioni logico temporali, Baudolino stesso, in dialogo con Niceta, commenta e spiega le avventure da lui vissute da quando aveva tredici anni fino alla vecchiaia. In una zona del basso Piemonte dove, negli anni successivi, sorgerà Alessandria, Baudolino, un contadino fantasioso e bugiardo, conquista Federico Barbarossa fino a diventarne figlio adottivo. Egli affascina ed inventa e, come per miracolo, tutto quello che immagina produce Storia. Così, tra le altre cose, costruisce la lettera del Prete Gianni che prometteva all’Occidente un regno favoloso, nel lontano oriente, governato da un re cristiano. 

 

I quaranta capitoli, secondo l'uso medioevale, sono intitolati con la sintesi di ciò che verrà descritto e iniziano sempre con il nome del protagonista. Nel primo capitolo viene utilizzato un linguaggio che giocosamente unisce e corregge parole o costrutti di più lingue: il latino, il latino medioevale, il volgare genovese e quello piemontese. Nei successivi capitoli si prosegue con un lingua più accessibile in cui permangono alcuni termini medioevali, altri che evocano il dialetto di Alessandria e la frequente costruzione di immagini o di concezioni che prendono vita dalla ricchissima tradizione dotta e popolare (le cronache, i bestiari, le rappresentazioni sacre, i cantari, la tradizione giullaresca e cavalleresca) del XII secolo. 

 

Tutto ciò non deve far pensare ad un libro "di erudizione", se si utilizza il temine per dire, con facile eufemismo, noioso e leggibile da pochi: Baudolino è un romanzo divertentissimo, il personaggio è di una simpatia assoluta, il racconto raggiunge talvolta note di vera comicità e non perde mai in brillantezza. In tanti momenti del romanzo l'identificazione con l'autore è evidente, ma è soprattutto chiaro l'intento di vedere in Baudolino "il narratore" per eccellenza, cioè colui che, usando l'immaginazione, sa costruire mondi reali tanto quanto quelli che cadono sotto i nostri sensi, mondi a cui è giusto credere, perché la distinzione tra verità e menzogna, quando è la fantasia ad agire, è davvero un criterio scorretto.

 

Giocando con i generi, con le parole e la fantasia, mescolando piccole e grandi storie, puntando al divertimento e all'immediatezza, il maggior intellettuale italiano regala al suo vasto ed eterogeneo pubblico un vero gioiello.

 

 

 

 

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