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Come diventare buoni

(di Nick Hornby - Guanda 2001)

 

 

Come si fa a diventare buoni? E soprattutto, che cosa significa essere buoni? Katie Karr non se l'è mai chiesto: una donna che ha scelto di diventare medico per aiutare gli altri e che ha cresciuto i figli ai valori morali più profondi non ha nemmeno bisogno di chiederselo. Finché quella donna non tradisce il marito. E allora il marito, David, decide di dare una svolta alla sua vita.

 

Abbandona le arguzie sarcastiche con le quali non risparmiava nessuno, nemmeno la moglie e i figli, e rinuncia a versare veleno su tutto e tutti nella rubrica che firmava regolarmente su un quotidiano locale; insomma smette di essere "l'uomo più arrabbiato di Holloway" per diventare buono. Ma buono sul serio, facendo perdere a Katie ogni punto di riferimento. Ancora una volta Hornby colpisce nel segno, con ironia dissacrante, e ci dimostra quanta retorica e quanta insensatezza stia dietro a molte delle nostre radicate convinzioni.

 

Cos’è in fondo la bontà? Ed essendo buoni, è possibile non essere al tempo stesso creduloni, ingenui, persino un pò stupidi? La vena ironica di Hornby colpisce nel segno e fa riflettere senza nessun atteggiamento didascalico. Un romanzo interessante e divertente, anche se non tutti pensano che si tratti dell’opera migliore dell’autore inglese quarantaquattrenne.

 

«Il suo ritratto della famiglia media alle prese con il bello e il brutto della vita coniugale – ha scritto Giuseppe Culicchia – per quanto pieno di umanità, pare tuttavia meno sentito rispetto ai romanzi precedenti, scritto più con la testa che col cuore». Forse è il prezzo da pagare alla maturità, alla consapevolezza, all’esperienza di vita che fa riflettere più con la testa che con il cuore, organo quest’ultimo caratteristico della gioventù.

 

Spostando il suo sguardo arguto e intelligente sui temi della famiglia, dell’amore coniugale e dell’amore, con questo nuovo romanzo Hornby aggiunge una nota di amarezza al suo consueto, irresistibile humour, l’amarezza di chi è determinato a mettere a nudo le nostre ipocrisie, grandi e piccole, le debolezze e le menzogne che non vorremmo ammettere.

 

 

 

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